La gestione termica negli impianti con valvole HVDC (alta tensione in corrente continua) è fondamentale per garantire la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi di conversione. I tiristori, elementi critici degli inverter statici, generano un calore intenso e devono operare entro specifici limiti di temperatura. Tuttavia, l’accesso limitato durante il funzionamento e i campi elettromagnetici rendono difficile il monitoraggio con metodi tradizionali come termocoppie e sensori RTD, che risultano invasivi e sensibili alle interferenze.
La termografia a infrarossi rappresenta una soluzione ideale: consente un monitoraggio continuo, remoto e non intrusivo della temperatura, migliorando la manutenzione predittiva e riducendo i tempi di inattività. Le termocamere fisse offrono immagini in tempo reale e permettono di rilevare tempestivamente punti caldi e anomalie, supportando l’ottimizzazione delle strategie di manutenzione.
Grazie all’ottica grandangolare, è possibile dimezzare i punti di installazione, riducendo costi e complessità.
Il monitoraggio termico non presidiato pone un problema specifico: se la connessione di rete cade, la misura deve comunque continuare. La Xi 410 LT ETH risolve questo scenario con un failsafe automatico: in assenza di connessione Ethernet, la telecamera commuta istantaneamente in modalità stand-alone, mantenendo attivi la misura e gli allarmi verso il sistema di controllo senza alcuna interruzione del servizio.
Nei processi che richiedono simultaneamente il massimo dettaglio spaziale e la capacità di catturare transitori termici rapidi, la scelta ricade inevitabilmente sulla PI 640i. Con 640×480 pixel a 32 Hz in modalità full frame e 125 Hz in modalità subframe su 640×120 pixel, è la termocamera della Precision Line che unisce la risoluzione VGA di un imager ad alta qualità con la velocità di acquisizione necessaria per processi dinamici - senza compromessi su nessuno dei due parametri.
Nel controllo qualità termico ci sono applicazioni dove la differenza tra un componente conforme e uno difettoso vale pochi decimi di kelvin: delaminazioni, difetti di adesione, inclusioni, discontinuità strutturali che generano gradienti termici quasi impercettibili. La PI 450i porta il NETD a 40 mK - quasi il doppio della sensibilità della PI 400i - rendendo leggibili i dettagli termici che un sensore meno sensibile lascerebbe sepolti nel rumore di misura.
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