Le celle di carico sono sensori che convertono una forza applicata in un segnale elettrico proporzionale, permettendo di misurare carichi di trazione e compressione con elevata accuratezza. Sono l'elemento di riferimento ogni volta che serve quantificare una forza o un peso in modo ripetibile e stabile nel tempo, dal controllo di processo alla verifica sperimentale in laboratorio. La disponibilità di configurazioni diverse per principio di misura, geometria e capacità consente di rispondere sia a misure statiche di lunga durata sia alla cattura di picchi dinamici rapidi. La scelta del sensore corretto dipende dal tipo di carico, dall'ambiente operativo e dalla precisione richiesta, aspetti su cui un supporto tecnico competente fa la differenza.
Una cella di carico si basa su un elemento elastico che si deforma in modo proporzionale al carico applicato. Nelle soluzioni estensimetriche la deformazione viene rilevata da estensimetri collegati a ponte di Wheatstone, che traducono la variazione meccanica in segnale elettrico. Le soluzioni piezoelettriche sfruttano invece la carica generata da un cristallo sollecitato, ideale per forze dinamiche e impulsive. Ogni principio offre un compromesso diverso tra risposta statica, banda passante e robustezza, e determina il campo di impiego più adatto.
Le celle di carico trovano impiego ovunque la forza sia una grandezza critica da controllare. Nel collaudo e nel controllo qualità verificano la resistenza di componenti e assemblaggi, mentre nella pesatura industriale misurano il contenuto di serbatoi, silos e tramogge. In ambito siderurgico controllano il tiro dei laminatoi e la forza sui cilindri, dove i carichi sono estremi e continui. Nella ricerca sperimentale e nelle prove sui materiali quantificano sollecitazioni statiche e dinamiche, spesso in condizioni ambientali severe.
La scelta parte dal tipo di sollecitazione, se prevalentemente statica o dinamica, e dalla direzione del carico. Una cella per sola compressione ha struttura diversa da una progettata per trazione e compressione o per misure su più assi contemporaneamente. Contano poi il fondo scala, l'accuratezza richiesta, l'ingombro disponibile e le condizioni ambientali, come temperatura e presenza di umidità. Definire con precisione questi parametri evita sovradimensionamenti inutili e garantisce una misura affidabile nel tempo.
Individuare la cella di carico adatta significa bilanciare principio di misura, capacità e vincoli applicativi. I nostri ingegneri affiancano il cliente nell'analisi dell'applicazione e nella selezione del sensore più coerente con gli obiettivi di misura, dalla configurazione al supporto dopo l'installazione. Valutiamo insieme il tuo caso specifico per orientarti verso la soluzione tecnicamente più solida.
Una cella di carico è un sensore che converte una forza applicata in un segnale elettrico proporzionale, utilizzato per misurare carichi di trazione o compressione. È il componente fondamentale nei sistemi di pesatura, nei banchi di prova e nel controllo di processo, dove fornisce una misura di forza accurata e ripetibile.
Una cella di carico è un sensore che converte una forza applicata in un segnale elettrico proporzionale, utilizzato per misurare carichi di trazione o compressione. È il componente fondamentale nei sistemi di pesatura, nei banchi di prova e nel controllo di processo, dove fornisce una misura di forza accurata e ripetibile.
Una cella di carico multiasse misura simultaneamente forze lungo più direzioni, tipicamente su due o tre assi ortogonali. Consente di caratterizzare sollecitazioni complesse in cui il carico non agisce lungo una sola direzione, come nella robotica, nei test biomeccanici e nelle prove strutturali avanzate.
La taratura di una cella di carico è la verifica periodica della corrispondenza tra forza applicata e segnale restituito, confrontata con un riferimento noto. È essenziale per garantire l'accuratezza della misura nel tempo, perché l'uso, i sovraccarichi e le condizioni ambientali possono introdurre derive nel comportamento del sensore.
Il numero di assi dipende da quante componenti di forza agiscono contemporaneamente. Tre assi bastano quando serve scomporre il carico nelle direzioni X, Y e Z. Cinque o sei assi servono quando oltre alle forze occorre misurare anche i momenti, come nelle prove strutturali complesse, in robotica e nei test biomeccanici.
L'accuratezza di una cella di carico si esprime come percentuale del fondo scala, non del valore letto. Un errore dell'uno per cento su una cella da 10 kN vale 100 N sia a pieno carico sia a carico ridotto. Per questo conviene scegliere una portata vicina al carico massimo atteso, senza sovradimensionare.
La misura diretta impiega una cella inserita nel percorso di carico, che riceve integralmente la forza da misurare. La misura indiretta ricava il valore dalla deformazione della struttura portante, rilevata con estensimetri applicati su di essa. La prima offre accuratezza superiore, la seconda evita di intervenire sulla catena meccanica esistente.
La misura diretta impiega una cella inserita nel percorso di carico, che riceve integralmente la forza da misurare. La misura indiretta ricava il valore dalla deformazione della struttura portante, rilevata con estensimetri applicati su di essa. La prima offre accuratezza superiore, la seconda evita di intervenire sulla catena meccanica esistente.
La misura diretta impiega una cella inserita nel percorso di carico, che riceve integralmente la forza da misurare. La misura indiretta ricava il valore dalla deformazione della struttura portante, rilevata con estensimetri applicati su di essa. La prima offre accuratezza superiore, la seconda evita di intervenire sulla catena meccanica esistente.
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