Misurare una fluttuazione di pochi psi in un ambiente ostile richiede l'opposto di un sensore robusto a largo campo: serve alta sensibilità su un fondo scala stretto, e un ingombro abbastanza piccolo da entrare dove la misura ha senso. È il compromesso che questo sensore risolve.
La sensibilità è di 500 mV/psi su un campo di ±10 psi: il rapporto tra i due dice tutto sulla destinazione d'uso. Con mezzo volt per psi il segnale esce dal sensore già ampio, quindi il rumore della catena di misura a valle pesa molto meno di quanto peserebbe su un sensore da 1 mV/psi. È la scelta corretta quando l'evento da catturare è una fluttuazione di frazioni di psi sovrapposta a una pressione media modesta.
L'uscita è IEPE: il sensore si alimenta e trasmette sullo stesso cavo coassiale a corrente costante e non richiede amplificatore di carica, quindi si collega direttamente a qualunque acquisitore con ingressi CCLD. L'elettronica integrata è però anche ciò che fissa il limite termico: la temperatura di esercizio va da -55 a +121 °C, intervallo ampio per un sensore di questa classe ma non confrontabile con le versioni charge mode, che rinunciano all'elettronica interna proprio per salire in temperatura.
Le applicazioni dichiarate sono l'analisi della combustione, lo studio delle onde d'urto e il monitoraggio di pressione ad alta frequenza: situazioni in cui conta la forma dell'evento e non il suo valore medio. La costruzione ultra compatta permette il montaggio in punti di misura stretti, dove un sensore di taglia standard altererebbe il campo di pressione che dovrebbe misurare.
Bassa pressione
±10 psi
Test, banchi prova e ricerca
IEPE / CCLD
500 mV/psi
da -55 a +121 °C