Setra Systems, Inc. è un’azienda americana fondata nel 1967 e specializzata nella progettazione e nella realizzazione di trasduttori di pressione per diverse applicazioni e mercati; per esempio: HVAC & building automation, industrial OEM, Test & Measurement e per ambienti critici.
La gamma comprende:
- Trasduttori di pressione - Sensori di pressione - Trasmettitori di pressione - Monitor per il controllo della pressione
Sotto i mille pascal la differenza fra uno strumento buono e uno mediocre non si vede sul fondo scala: si vede sulla ripetibilità e sulla deriva. Il Modello 239 nasce per questa fascia, con accuratezza fino a ±0,073% del fondo scala nella versione ad alta prestazione e un tempo di assestamento sotto i 100 ms.
Sotto i cento pascal l’errore che conta non è quello dichiarato a 20 °C: è la banda che lo strumento tiene su tutto il campo di esercizio. Il Modello ASL dichiara ±0,07% del fondo scala in composizione RSS e una banda di errore totale sotto ±0,25% FS fra -20 e +60 °C.
Nelle condotte d’aria e nelle camere a contaminazione controllata la misura che serve sta spesso sotto i cinquanta pascal, dove la deriva dello zero pesa più della classe dichiarata. Il Modello 264 parte da ±12,5 Pa di fondo scala e porta la regolazione dello zero sulla parte superiore della custodia, accessibile senza smontare nulla.
Nei laboratori di taratura e nelle stazioni di riferimento la barometria non è un dato di contorno: entra nel calcolo. Il Modello 270 porta l’accuratezza a ±0,03% del fondo scala nella versione ad alta prestazione, con elemento sensibile ceramico e stabilità dichiarata sotto lo 0,1% FS all’anno.
La pressione barometrica sembra una misura facile finché non serve ripeterla per anni sullo stesso valore. Il Modello 276 affida la stabilità a un elemento sensibile interamente ceramico, fuso con vetro e oro, che contiene isteresi e deriva e rende confrontabili letture prese a distanza di mesi.
Una stazione meteo alimentata a batteria vive di due numeri: quanto è stabile la misura e quanto consuma il sensore fra una lettura e l’altra. Il Modello 278 risponde a entrambi con un elemento sensibile ceramico e una modalità sleep da 1 µA con riavvio istantaneo.
Su una linea industriale il trasduttore raramente cede sull’accuratezza: cede su shock, vibrazioni e disturbi elettromagnetici. Il Modello 206 lavora con un sensore capacitivo e parti bagnate interamente in acciaio inossidabile 17-4 PH, con un tempo di risposta di 5 millisecondi che lo rende utilizzabile anche dove la pressione varia in fretta, dai circuiti idraulici ai banchi di collaudo.
Il guasto più frequente su un trasduttore industriale non è la deriva: è il colpo di pressione che supera il fondo scala e lo mette fuori taratura. Il Modello 209 nasce con uno stop meccanico alla sovrapressione brevettato e, in opzione, regge fino a sedici volte il campo nominale senza perdere la calibrazione.
Chi integra un sensore dentro una macchina non compra una specifica: compra un ingombro, un connettore e la certezza che il pezzo arrivi identico fra due anni. Il Modello 3100 sta sotto i 25 mm di diametro, è interamente saldato in acciaio inossidabile e non ha olio di riempimento, quindi nessun fluido da perdere e nessuna membrana separatrice da proteggere.
Su un banco prova la catena di misura vale quanto il suo anello più debole, e spesso quell’anello è il trasduttore di riferimento. Il Modello ASM lavora con un sensore a capacità variabile risonante linearizzato e compensato in temperatura via software, con accuratezza di ±0,05% del fondo scala e stabilità dichiarata sotto lo 0,10% FS all’anno.
Quando gli ambienti a pressione controllata diventano otto, il problema non è più misurare: è guardare otto punti insieme senza girare per i corridoi. Il Modello MRMS è una stazione di supervisione, non un trasduttore: non ha elemento sensibile proprio e raccoglie i dati dai monitor installati sulle singole stanze.
In una camera di isolamento la pressione differenziale da sola non racconta tutta la storia: servono anche temperatura, umidità e spesso un quarto parametro. Il Modello SRCM li porta su un unico display, e sorveglia due camere contemporaneamente con un solo dispositivo da incasso.
Non tutte le stanze a pressione controllata hanno un BMS a cui collegarsi, e in quel caso un monitor di rete è un costo senza ritorno. Il Modello SRIM1 è la versione senza protocollo BACnet: sorveglianza locale, allarme in loco e uscite analogiche, con campi che scendono a ±12,5 Pa.
In una stanza a pressione controllata la misura serve a due interlocutori diversi: il sistema di supervisione, che la registra, e il personale sulla porta, che deve capire in un istante se può entrare. Il Modello SRPM assolve entrambi con un touchscreen a colori e una uscita BACnet verso il BMS.
Tenere a magazzino un trasduttore per ogni fondo scala è un costo che non produce misura. La Serie MRX lo evita: un solo strumento con otto campi e tre uscite selezionabili in campo, display a quattro cifre a bordo e custodia IP67 lavabile.
Su un banco prova il trasduttore di riferimento deve essere insieme accurato e veloce, e le due cose di solito non convivono. Il Modello 204 le tiene entrambe: ±0,073% del fondo scala di accuratezza e tempo di risposta sotto il millisecondo, con sensore capacitivo ricavato da un pezzo unico di acciaio inossidabile.
Su un quadro di building automation lo spazio in barra DIN è una risorsa, e un trasduttore da 283 grammi non è una scelta neutra. Il Modello 265 pesa 85 grammi e mantiene l’elemento sensibile capacitivo in acciaio inossidabile della famiglia, con la possibilità di alimentazione sia in continua sia in alternata.
Un differenziale installato in centrale di trattamento aria viene letto due volte: dal regolatore e dal manutentore che ci passa davanti. Il Modello 267 serve entrambi, con display LCD a 3 cifre e mezzo disponibile a bordo e una custodia classificata IP65 e NEMA 4, l’unica della famiglia con un grado di protezione dichiarato.
Un trasduttore con olio di riempimento ha un punto debole strutturale: se la membrana cede, il fluido di riempimento entra nel processo. Il Modello AXD elimina il problema alla radice perché è costruito senza olio, con sensore capacitivo, e copre un campo che va da 0-1 a 0-10.000 psi.
Misurare una differenza di pressione su un circuito a liquido significa quasi sempre scendere a compromessi: i sensori riempiti d'olio rispondono lentamente e le membrane separatrici aggiungono punti di guasto. Il trasduttore differenziale wet-to-wet lavora invece a contatto diretto con il fluido su entrambe le prese, senza liquido di riempimento tra processo ed elemento sensibile.
Tenere a magazzino un trasduttore differenziale per ogni campo di misura è un costo che si paga due volte, in immobilizzo e in tempo di messa in servizio. Un trasduttore wet-to-wet multi-configurabile risolve il problema a monte, perché campo di misura e uscita si impostano sullo strumento al momento dell'installazione.
Su un impianto esteso il costo di un differenziale non sta nello strumento ma nei metri di tubo che servono a portargli la pressione, nei collettori a valvole e nelle ore di posa. Un trasduttore a sensori remoti ribalta lo schema: in campo restano due soli sensori cablati, l'elettronica si monta dove serve.
Nel processo igienico un trasduttore non si giudica solo dall'accuratezza: conta che non lasci ristagni, che regga i cicli di lavaggio e che non perda taratura quando lo si serra. Il trasduttore sanitary a diaframma affacciato nasce per questo, con l'elemento sensibile a filo dell'attacco e nessuna cavità in cui il prodotto possa fermarsi.
In una camera di isolamento la pressione differenziale non è un dato da registrare ma un requisito da sorvegliare minuto per minuto: se il verso del flusso si inverte, il contenimento non c'è più. Il monitor di pressione di stanza rende visibile quella condizione a chi entra, prima ancora di segnalarla al sistema di supervisione.
Nelle anticamere e sulle cappe di sicurezza la pressione differenziale racconta metà della storia: quello che protegge l'operatore è la velocità dell'aria che attraversa l'apertura. Il monitor di velocità la misura con continuità e la mostra a chi sta lavorando, non solo al sistema di supervisione.
Quando in un reparto ci sono più camere da sorvegliare, moltiplicare i monitor significa moltiplicare i punti di taratura, i cablaggi e i pannelli da leggere. Un controller di ambiente a schermo touch concentra il monitoraggio di più stanze su un solo dispositivo, senza rinunciare all'allarme locale davanti a ciascuna porta.
In un corridoio di reparto nessuno si ferma a leggere un numero su un display: serve un segnale che si veda di sfuggita, anche di lato. L'indicatore visivo di pressione di stanza nasce per questo e riduce il monitoraggio a un colore, che chiunque interpreta correttamente anche senza formazione tecnica.
Il monitor che sorveglia la pressione di una camera sta dove serve l'allarme, non sempre dove serve la lettura. Quando il valore deve essere visibile dal fondo del corridoio o da dietro un vetro, serve un display ripetitore che prenda il segnale analogico dallo strumento e lo mostri in grande.
Quasi tutte le tecnologie per il vuoto misurano una grandezza che dipende dalla composizione del gas: cambia la miscela di processo e cambia la lettura. Il manometro capacitivo misura invece la pressione diretta, una forza su un'area, e restituisce lo stesso valore qualunque sia il gas in camera.
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