Sensori di spostamento induttivi

Misura di spostamento e distanza senza contatto su metalli, anche in ambienti gravosi

I sensori di spostamento induttivi misurano posizione, distanza, oscillazione e vibrazione su bersagli metallici senza alcun contatto, sfruttando il principio delle correnti parassite.

L'assenza di parti a contatto elimina l'usura e rende la misura affidabile anche dove i sistemi tattili non reggono: alte temperature, pressione, sporco, olio e velocità di rotazione elevate. La misura resta stabile nel tempo e mantiene una risoluzione sub-micrometrica anche in condizioni industriali difficili, con una banda passante sufficiente a seguire processi molto rapidi. Sono la tecnologia di riferimento quando servono precisione, robustezza e continuità di funzionamento in ambienti dove un contatto meccanico sarebbe un punto debole.

Come lavora un sensore di spostamento induttivo


Una bobina percorsa da corrente alternata genera un campo magnetico che, avvicinandosi a un bersaglio metallico, induce al suo interno deboli correnti indotte, dette correnti parassite. Queste sottraggono energia alla bobina in modo proporzionale alla distanza: misurando questa variazione, il sensore ricava lo spostamento con estrema linearità. Il funzionamento non richiede contatto e resta insensibile a polvere, olio e umidità, perché conta solo la presenza del metallo, non le condizioni della superficie.

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Campi di misura

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Dove si usano i sensori di spostamento induttivi

Nella lavorazione dei metalli controllano la posizione e la crescita termica dei mandrini alle alte velocità delle macchine utensili, dove nessun sistema a contatto sopravvivrebbe. Nelle turbomacchine e negli impianti di produzione dell'energia sorvegliano il gioco d'albero, l'espansione e le vibrazioni di turbine e rotori in rotazione continua. Nell'automotive e sui banchi prova di ricerca e sviluppo misurano spostamenti dinamici rapidi durante i test di componenti e materiali, con la ripetibilità richiesta dalla validazione tecnica.

Come scegliere il sensore giusto


La scelta parte dal campo di misura necessario e dalla risoluzione richiesta: più il range è ampio, più cresce la distanza di lavoro, mentre le applicazioni di precisione privilegiano range brevi e risoluzioni elevate. Contano poi il materiale del bersaglio, che ne determina la taratura, la banda passante per seguire fenomeni veloci come le vibrazioni, e le condizioni ambientali di temperatura e ingombro. Definire prima questi parametri rende immediato il confronto tra le versioni disponibili.

Il supporto tecnico Luchsinger

Scegliere la configurazione corretta richiede esperienza applicativa, non solo un catalogo. Gli ingegneri Luchsinger analizzano il tuo problema di misura - bersaglio, spazi, ambiente e dinamica - e individuano insieme a te la soluzione più adatta, fino all'integrazione nel sistema. Raccontaci la tua applicazione: ti guidiamo verso il sensore giusto, senza vincoli di prodotto.

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FAQ

Un sensore di spostamento induttivo misura su qualsiasi bersaglio metallico, sia ferromagnetico sia non ferromagnetico come alluminio, rame o acciaio inox. La taratura cambia in base al materiale, perciò il sensore viene calibrato sul metallo specifico dell'applicazione. Materiali non conduttivi come plastica o vetro non vengono rilevati con questa tecnologia.

La differenza principale è l'assenza di contatto: il sensore induttivo misura a distanza sfruttando le correnti parassite, mentre un sensore a contatto tocca fisicamente il bersaglio. Senza contatto non c'è usura né attrito, la misura resta valida anche ad alte velocità e in ambienti gravosi, e la vita del sensore è molto più lunga.

Sì. Grazie all'elevata banda passante, un sensore di spostamento induttivo rileva oscillazioni e vibrazioni rapide oltre a spostamenti statici. Questa capacità lo rende adatto al monitoraggio di alberi rotanti, mandrini e cuscinetti, dove è importante seguire in tempo reale movimenti di piccola ampiezza e alta frequenza senza toccare l'oggetto in movimento.

Sì, sono tra le poche tecnologie di misura di spostamento che tollerano temperature elevate, pressione e sporco. Alcune versioni separano il sensore dall'elettronica proprio per resistere al calore vicino al punto di misura. Restano affidabili dove polvere, olio o vapori metterebbero fuori uso i sistemi ottici o a contatto.

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