Gli accelerometri sono sensori che rilevano l'accelerazione di un corpo e la convertono in un segnale elettrico proporzionale, rendendo misurabili vibrazioni, urti e movimenti dinamici. Sono lo strumento di riferimento per chi deve quantificare il comportamento dinamico di una struttura o di un componente, dall'analisi modale ai test ambientali. La scelta del sensore corretto dipende dalla tecnologia di trasduzione, dal campo di misura in g e dalla banda di frequenza richiesta dall'applicazione. Questi sensori di accelerazione si basano su principi di misura differenti, ciascuno adatto a specifici contesti di prova, e la loro selezione richiede un confronto tecnico tra prestazioni, condizioni operative e modalità di montaggio.
Individuare l'accelerometro corretto significa confrontare tecnologia, campo di misura, banda di frequenza e condizioni operative dell'applicazione. I nostri ingegneri affiancano chi progetta una campagna di prova nella scelta del sensore e della catena di misura più adatta, dalla configurazione monoassiale o triassiale fino al condizionamento del segnale. Contatta il nostro team tecnico per una consulenza dedicata alla tua applicazione.
Un accelerometro misura l'accelerazione sfruttando la forza che una massa interna esercita su un elemento sensibile quando il sensore è sottoposto a movimento. Le tecnologie più diffuse sono due. Quella piezoelettrica genera una carica quando un cristallo viene sollecitato, ed è ideale per misure dinamiche su un'ampia banda di frequenza. Quella capacitiva, tipica dei sensori MEMS, misura anche l'accelerazione statica e le bassissime frequenze fino alla continua. La comprensione del principio di trasduzione è il primo criterio per orientare la scelta verso il sensore corretto.
Gli accelerometri sono impiegati ovunque sia necessario caratterizzare il comportamento dinamico di un sistema. Nell'analisi modale identificano frequenze proprie e forme modali di una struttura. Nei test ambientali e di durata verificano la risposta di un componente a vibrazioni e urti ripetuti. Nel settore aerospaziale e automotive accompagnano le prove di sviluppo e qualifica, dalle prove in volo alle simulazioni di trasporto. In ricerca consentono di misurare fenomeni vibratori anche su strutture leggere, dove la massa del sensore deve restare trascurabile rispetto a quella dell'oggetto.
La selezione parte dal campo di misura in g e dalla banda di frequenza dell'evento da rilevare. Seguono la sensibilità, che determina la risoluzione del segnale, e il numero di assi: un sensore monoassiale misura una sola direzione, un triassiale rileva contemporaneamente le tre componenti dello spazio. Contano poi le condizioni ambientali, in particolare la temperatura di esercizio, e i vincoli di massa e dimensione quando si lavora su strutture delicate. La modalità di montaggio e il tipo di uscita completano i criteri che definiscono il sensore adatto.
Un accelerometro non lavora isolato ma all'interno di una catena di misura che ne determina le prestazioni finali. I sensori con elettronica integrata forniscono un segnale a bassa impedenza, immune al rumore e adatto a cavi lunghi, compatibile con la maggior parte degli acquisitori. I sensori in modalità carica, privi di elettronica interna, resistono a temperature più elevate ma richiedono un amplificatore dedicato. La corretta combinazione di sensore, cablaggio e condizionamento del segnale è essenziale per ottenere misure accurate e ripetibili nel tempo.
Un accelerometro è un sensore che misura l'accelerazione di un corpo, ovvero la variazione della sua velocità nel tempo, convertendola in un segnale elettrico proporzionale. Viene utilizzato per rilevare vibrazioni, urti e movimenti dinamici in applicazioni di testing, analisi modale e monitoraggio. È disponibile in diverse tecnologie, principalmente piezoelettrica e capacitiva MEMS, ciascuna adatta a specifiche bande di frequenza.
Un accelerometro monoassiale misura l'accelerazione lungo una sola direzione, mentre un accelerometro triassiale rileva contemporaneamente le tre componenti ortogonali dello spazio, gli assi X, Y e Z. Il triassiale è preferito quando il moto da analizzare è complesso o non è noto a priori, come nell'analisi modale, mentre il monoassiale è sufficiente quando la direzione della vibrazione è ben definita.
La scelta di un accelerometro per la misura delle vibrazioni dipende da campo di misura in g, banda di frequenza, sensibilità richiesta e numero di assi. Vanno considerate anche la temperatura di esercizio, la massa del sensore rispetto alla struttura e la modalità di montaggio. Un confronto tecnico tra questi parametri permette di individuare il sensore che garantisce misure accurate nelle condizioni specifiche dell'applicazione.
L'accelerometro piezoelettrico genera un segnale dalla sollecitazione di un cristallo e misura fenomeni dinamici su un'ampia banda di frequenza, ma non rileva l'accelerazione statica. L'accelerometro capacitivo MEMS misura invece anche le frequenze fino alla continua, risultando adatto a misure cinematiche e di lunga durata. La scelta dipende dal tipo di fenomeno da misurare e dalla banda di frequenza di interesse.
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