Quando l'obiettivo è ottenere una mappa completa del campo di velocità di un flusso senza interferire con il fenomeno studiato, la configurazione PIV 2D-2C (bidimensionale, due componenti) è il punto di partenza più diretto ed efficace. Con una singola telecamera e un piano luminoso, si misurano le due componenti di velocità nel piano di misura: una soluzione che minimizza la complessità del setup e riduce i tempi di acquisizione e post-elaborazione, senza rinunciare alla qualità del dato.
Nella misura del campo di velocità con configurazione a singola telecamera, la componente fuori piano rimane invisibile. In molti flussi questo non è un limite rilevante, ma quando la dinamica tridimensionale è parte essenziale del fenomeno - scie, strati limite turbolenti, flussi con componente di swirl - misurare solo due componenti significa perdere informazioni critiche. La PIV 2D-3C, comunemente chiamata Stereo PIV, risolve questo problema aggiungendo una seconda telecamera in configurazione stereoscopica: il risultato è la misura completa di tutte e tre le componenti di velocità all'interno del piano illuminato.
Nelle gallerie del vento di grandi dimensioni, il riposizionamento manuale delle ottiche PIV tra un piano di misura e il successivo richiede tempo, introduce variabilità operatore-dipendente e limita il numero di piani acquisibili in una sessione di prova. Quando la campagna di misura prevede decine o centinaia di posizioni, l'automazione della movimentazione non è un'opzione ma un requisito. La PIV robotizzata risponde a questa esigenza con un sistema completamente automatizzato che genera mappe del campo di velocità su piani multipli con un singolo comando di avvio.
La PIV convenzionale acquisisce istanti di flusso separati da intervalli di tempo relativamente lunghi: una soluzione efficace per flussi stazionari o quasi-stazionari, ma insufficiente quando il fenomeno evolve su scala dei millisecondi. Turbolenza in transizione, vortici instabili, cicli motore e fenomeni aeroacustici richiedono una frequenza di acquisizione nell'ordine dei kHz. La configurazione temporalmente risolta - comunemente indicata come time-resolved PIV o high-speed PIV - è la risposta tecnica a questa esigenza, e rende accessibile la dimensione temporale del campo di velocità.
In molti laboratori universitari, ambienti industriali condivisi e contesti didattici, l'introduzione di un laser di classe 4 comporta obblighi operativi precisi: zona laser certificata, dispositivi di protezione individuale, formazione obbligatoria del personale, procedure di sicurezza documentate. La PIV a LED elimina questi vincoli sostituendo la sorgente laser con un sistema di illuminazione LED pulsato ad alta intensità, senza rinunciare al principio di misura non intrusivo della velocimetria a immagini di particelle.
Nei flussi ad alta dinamica, i sistemi PIV convenzionali mostrano un limite difficile da ignorare: l'acquisizione per fotogrammi impone un frame rate fisso e inevitabili tempi morti tra una misura e l'altra. Quando la fisica del fenomeno è più veloce della telecamera, parte dell'informazione va persa. La PIV event-based risolve questo problema alla radice, adottando una tecnologia di sensing completamente diversa che consente una misura continua e ininterrotta del campo di velocità.
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