Nella produzione di fibra di carbonio per il settore automobilistico, la fase di ossidazione del precursore PAN è cruciale per garantire un prodotto finale di alta qualità. Questo processo richiede un controllo estremamente preciso della temperatura (tra 200 e 300 °C) per favorire la stabilizzazione del materiale senza comprometterne la struttura molecolare. La sfida principale è mantenere condizioni termiche ottimali in ambienti ad alta temperatura, evitando surriscaldamenti o sottoriscaldamenti che possono generare difetti o richiedere rilavorazioni.
Per affrontare questo problema, vengono impiegati i termometri a infrarossi CThot LT, in grado di monitorare in tempo reale e senza contatto la temperatura delle fibre durante il passaggio attraverso zone di riscaldamento IR. Questi sensori funzionano efficacemente anche in ambienti fino a 250 °C e si integrano con facilità nei sistemi di controllo esistenti, fornendo regolazioni dinamiche ai riscaldatori. Questa tecnologia utilizza radiazioni IR a lunghezze d’onda diverse per misurazione e riscaldamento, evitando interferenze tra i sistemi. Il risultato è una produzione più efficiente, con minori scarti e una qualità costante. Queste soluzioni si distinguono per robustezza, precisione e facilità di integrazione, rendendole ideali per soddisfare gli elevati standard dell’industria automobilistica nella fabbricazione della fibra di carbonio.
Alcune applicazioni non permettono di tenere il sensore a distanza dalla sorgente di calore: il pirometro deve stare dentro il forno, sulla struttura di un essiccatoio, sul telaio di una linea di tempra. A quelle temperature, la domanda non è solo quale range di misura serve, ma quanto calore la testa stessa è in grado di sopportare senza richiedere custodie di raffreddamento. Il CThot LT porta questo limite a 250°C - il valore più alto della serie CT senza sistemi di raffreddamento aggiuntivi.
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