Monitoraggio della temperatura nei processi PCR trifase

Misurazione senza contatto della temperatura di elevate quantità di campioni di DNA

Il controllo preciso della temperatura durante il ciclo PCR trifase, composto da denaturazione, annealing e allungamento, è fondamentale per garantire l'integrità e l'efficacia dell'amplificazione del DNA. Poiché i campioni non devono mai essere toccati per evitare contaminazioni, serve un monitoraggio senza contatto, che consenta inoltre di controllare simultaneamente un gran numero di campioni, migliorando l'efficienza.

La soluzione prevede l'uso di una termocamera a infrarossi radiometrica, come la PI 450i, installata sopra i campioni e in grado di misurare in tempo reale la temperatura di 90 campioni contemporaneamente. La termocamera, con una risoluzione di 382 × 288 pixel e una sensibilità termica di 40 mK, rileva le temperature nelle varie fasi della PCR, da 50 °C a circa 96 °C. Il sistema è collegato a un PC via USB e integrato con il software PIX Connect, che consente monitoraggio continuo, registrazione, analisi e allarmi automatici in caso di anomalie termiche.

Questo approccio previene la contaminazione, consente il controllo accurato dei cicli termici, identifica rapidamente i campioni fuori specifica e si integra facilmente nei processi di laboratorio esistenti, a supporto dell'automazione e della qualità della ricerca biomedica. In laboratorio si misura senza contatto anche l'altezza del terreno di coltura nelle capsule di Petri.

 

Il PIX Connect Optris è il software professionale gratuito e senza licenza per il controllo completo delle termocamere a infrarossi delle serie PI e Xi. Sviluppato e mantenuto da ingegneri tedeschi, offre funzionalità avanzate di analisi termica in tempo reale, registrazione radiometrica e automazione di processo, senza costi aggiuntivi, senza abbonamento e senza necessità di connessione a Internet.

Nel controllo qualità termico ci sono applicazioni dove la differenza tra un componente conforme e uno difettoso vale pochi decimi di kelvin: delaminazioni, difetti di adesione, inclusioni, discontinuità strutturali che generano gradienti termici quasi impercettibili. La PI 450i porta il NETD a 40 mK - quasi il doppio della sensibilità della PI 400i - rendendo leggibili i dettagli termici che un sensore meno sensibile lascerebbe sepolti nel rumore di misura.

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