Negli estrusori bivite e multivite per materie plastiche e compound, impiegati anche nell'industria alimentare e farmaceutica, ogni vite trasmette una parte della coppia del motore. Se la ripartizione si sbilancia o il materiale cambia viscosità, una singola vite può avvicinarsi al limite di carico senza che la coppia totale del motore lo segnali. La misura della coppia sulle viti dell'estrusore rende visibile questo rischio prima che diventi un guasto al riduttore o agli alberi.
I torsiometri rotativi magnetostrittivi si installano sugli alberi di uscita del riduttore o sui relativi giunti di accoppiamento e misurano la coppia di ciascuna vite senza contatto e in tempo reale. Non avendo parti a contatto soggette a usura, restano in servizio sulla linea di produzione senza manutenzione.
Con un sensore per ogni vite si confrontano le coppie tra loro e si verifica in ogni momento se un punto della macchina rischia il sovraccarico. Il segnale può entrare nel sistema di controllo per la regolazione automatica dei parametri di azionamento, e i valori registrati documentano l'andamento del processo. La stessa misura è utile negli impianti pilota, dove si mettono a punto formulazioni e profili delle viti.
Il risultato è una macchina protetta dai sovraccarichi, con meno guasti e interventi di manutenzione, e un processo che si ottimizza sulla base di dati misurati invece che stimati. La misura di coppia si affianca agli altri controlli in linea, come il controllo del colore nella linea di estrusione.
I torsiometri rotativi misurano la coppia trasmessa da alberi e organi in rotazione, in regime statico e dinamico. Una parte rotante e una parte fissa restituiscono un segnale proporzionale alla deformazione torsionale, combinabile con la velocità per il calcolo della potenza. Trovano impiego nel collaudo e nel controllo di motori, riduttori e macchine industriali.
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