Nella forgiatura dell'acciaio, scostamenti di temperatura anche ridotti rispetto al range ottimale di lavorazione producono difetti del materiale, danni agli utensili e aumento dei costi di manutenzione. I metodi di misurazione manuale non sono in grado di seguire le rapide variazioni termiche del processo né di fornire dati sufficienti per un controllo qualità affidabile. Serve un sistema che rilevi la temperatura in modo continuo e senza contatto, sull'intera superficie del pezzo in lavorazione.
Le termocamere a infrarossi a corta lunghezza d'onda consentono il monitoraggio in tempo reale della temperatura superficiale dei pezzi durante la forgiatura, con alta risoluzione spaziale e velocità di acquisizione fino a 1 kHz. Questa velocità permette di rilevare anomalie termiche nel momento in cui si manifestano, consentendo correzioni immediate prima che il difetto si traduca in uno scarto o in un danno alle attrezzature.
La termocamera opera nella regione spettrale di 0,85-1,1 µm, ottimale per la misura di metalli caldi, ed è resistente alle condizioni ambientali tipiche delle forge industriali: calore, fumo, polvere e vibrazioni. Gli accessori disponibili includono involucri di raffreddamento e sistemi di spurgo dell'aria per la protezione dell'ottica. L'integrazione con il software di gestione dati consente la visualizzazione, l'analisi e l'archiviazione delle immagini termiche per la tracciabilità del processo e il controllo qualità.
Il sistema individua punti caldi critici e consente la regolazione automatizzata dei parametri di processo - temperatura del forno, tempi di riscaldo, cadenza delle operazioni - riducendo l'intervento manuale e i margini di errore. Il risultato è una produzione più efficiente, con minori scarti, riduzione dei fermi impianto e maggiore uniformità delle proprietà meccaniche del prodotto finale.
Le termocamere a lunga lunghezza d'onda non sono adatte alla misura su metalli lucidi e ad alta temperatura: l'emissività bassa e variabile genera errori sistematici difficili da compensare. La Xi 1M ETH risolve il problema operando nella banda 0,85-1,1 µm, dove i metalli presentano emissività sensibilmente più alta e stabile, e dove - per la legge di Planck - le incertezze di emissività influenzano in misura minore la ripetibilità della misura.
Nei processi metallurgici a temperature intermediate - dalla zona di preriscaldo ai 2000°C della fusione - la lunghezza d'onda di 1,6 µm offre il miglior compromesso tra soglia di misura bassa e stabilità della lettura su superfici con emissività variabile. Il CTlaser 2M aggiunge a queste caratteristiche spettrali un'accuratezza dichiarata di ±0,3% e il sistema di puntamento a doppio laser con risoluzione ottica fino a 300:1 - il valore più elevato della serie CTlaser.
A lunga lunghezza d'onda l'emissività dell'acciaio caldo è bassa, instabile e dipendente dalla finitura superficiale: la misura diventa incerta proprio dove il controllo termico è più critico. A 0,85-1,1 µm l'emissività dei metalli sale significativamente e si stabilizza, riducendo l'impatto delle variazioni superficiali sulla ripetibilità della misura. La PI 1M porta questa fisica nella Precision Line: 764×480 pixel, fino a 1 kHz di frame rate e range da 450°C a 1800°C in un'unica scala continua, senza commutazioni di sottogamma.
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