Pirometri a infrarossi

Misura della temperatura senza contatto per processi industriali e applicazioni di ricerca

I pirometri a infrarossi misurano la temperatura superficiale di un corpo senza alcun contatto, rilevando la radiazione termica che ogni oggetto emette. Questa caratteristica li rende ideali dove i sensori tradizionali non arrivano: superfici in movimento, processi rapidi, ambienti aggressivi o aree difficilmente accessibili. La gamma copre campi di misura da temperature inferiori allo zero fino a oltre 3000 °C e risponde a esigenze molto diverse: versioni compatte per l'integrazione OEM in macchine e impianti, strumenti ad alte prestazioni con puntamento laser o videocamera integrata, modelli ultra-rapidi per processi ad alta dinamica e pirometri bicolore che mantengono la misura stabile anche in presenza di polvere, vapore o emissività variabile. La scelta della corretta risposta spettrale consente misure affidabili su metalli, vetro, plastiche e materiali organici, tanto in produzione quanto in ricerca e sviluppo.

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Pirometri ottici: il principio di misura senza contatto

Ogni corpo con temperatura superiore allo zero assoluto emette radiazione infrarossa proporzionale alla propria temperatura. I pirometri ottici concentrano questa radiazione su un detector che la converte in un segnale elettrico, elaborato e compensato in funzione dell'emissività del materiale. La misura non genera usura, non altera le proprietà del target e offre tempi di risposta fino a pochi microsecondi. Per approfondire il principio fisico, consulta la nota tecnica su come funziona un pirometro.

Pirometri industriali: i settori applicativi

I pirometri industriali presidiano i processi termici in cui la temperatura determina la qualità del prodotto: colata, forgiatura e tempra nel settore metallurgico, formatura del vetro, estrusione e termoformatura delle materie plastiche, saldatura laser e produzione additiva. In ricerca e sviluppo supportano la validazione di componenti elettronici e i banchi prova automotive. Le versioni certificate per atmosfere esplosive estendono l'impiego ai processi chimici e petrolchimici.

Come scegliere il pirometro adatto all'applicazione

La selezione parte da tre criteri: la risposta spettrale in funzione del materiale - lunghezza d'onda corta per i metalli, filtri dedicati per vetro e film plastici - la dimensione dello spot e la distanza di misura, che determinano l'ottica necessaria, e la dinamica del processo, che definisce il tempo di risposta richiesto. Un pirometro con puntamento laser facilita l'allineamento sul punto di misura; negli spazi ridotti delle integrazioni OEM è preferibile un pirometro digitale compatto, abbinato se necessario ad accessori di protezione e raffreddamento.

La consulenza Luchsinger per la misura a infrarossi

Da oltre sessant'anni affianchiamo ingegneri e responsabili di processo nella scelta degli strumenti di misura. I nostri tecnici ti aiutano a definire risposta spettrale, ottica e configurazione più adatte alla tua applicazione, dalla selezione dello strumento fino alla messa in servizio. Contattaci per una consulenza senza impegno.


FAQ

Un pirometro a infrarossi misura la temperatura superficiale di un oggetto senza contatto, rilevando la radiazione termica che il corpo emette. È adatto a superfici in metallo, vetro, plastica e materiali organici, anche in movimento o in ambienti difficili, con campi di misura che vanno da temperature sotto zero fino a oltre 3000 °C.

Il pirometro misura la temperatura in un singolo punto, mentre la termocamera restituisce l'immagine termica di un'intera area. Il pirometro è la scelta ideale per il controllo continuo di un punto critico di processo; le termocamere sono indicate quando serve analizzare la distribuzione della temperatura su una superficie.

Per le superfici metalliche è consigliata una lunghezza d'onda corta, tra 0,5 e 2,3 µm, che riduce l'errore legato alla bassa emissività del metallo. Per i materiali non metallici si utilizza la banda 8-14 µm, mentre vetro e film plastici sottili richiedono filtri spettrali dedicati, rispettivamente a 5 µm e tra 3,43 e 7,9 µm.

Il pirometro bicolore misura il rapporto tra le radiazioni rilevate in due lunghezze d'onda e mantiene la misura stabile anche quando il segnale è attenuato. È la soluzione corretta in presenza di polvere, vapore o finestre di ispezione sporche, con target più piccoli dello spot di misura o con emissività variabile.

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