Misurazione della temperatura della fiamma

Controllo accurato della combustione mediante termometria a infrarossi

La misurazione accurata della temperatura di fiamma è cruciale per ottimizzare i processi di combustione, ma le tecniche tradizionali come le termocoppie presentano limiti significativi: sono invasive, offrono solo dati puntuali e possono alterare la fiamma. Per superare queste criticità, si utilizza la termometria a infrarossi a 4,3 µm, che sfrutta la radiazione emessa dalla CO2 e consente un'analisi non intrusiva, accurata e in tempo reale, anche in ambienti industriali complessi.

Il pirometro CTlaser F2 è calibrato per rilevare temperature tra 200 °C e 1650 °C. A differenza delle termocamere raffreddate, il CTlaser F2 non richiede sistemi di raffreddamento criogenici o termoelettrici, semplificando installazione e manutenzione, ed è adatto alle applicazioni industriali ad alta temperatura.

La misura della temperatura di fiamma permette di migliorare l'efficienza del combustibile, ridurre le emissioni, controllare meglio il processo e valutare nuovi combustibili. La precisione della misurazione consente di mantenere la combustione vicina al rapporto stechiometrico, riducendo gli sprechi. La stessa tecnica, con un pirometro calibrato sull'emissione del CO, si usa per il monitoraggio della temperatura dei gas di uscita dei forni.

 

Misurare la temperatura di un gas in una fiamma è un problema fisicamente diverso dalla misura di superfici solide: il gas è un mezzo semi-trasparente che emette radiazione solo nelle sue bande di assorbimento specifiche. Per il biossido di carbonio (CO2), quella banda è a 4,24 µm: alla lunghezza d'onda corretta il gas diventa la sorgente della misura, e il pirometro misura direttamente la temperatura del gas CO2 nel campo visivo, senza interferenze da superfici o radiazione di fondo.

FAQ

Le termocoppie sono invasive, forniscono un dato puntuale e possono alterare la fiamma. Il pirometro a infrarossi misura a distanza e in tempo reale, senza interferire con la combustione.

Si lavora a 4,3 µm, la banda in cui emette l'anidride carbonica prodotta dalla combustione: in questo modo il pirometro misura la radiazione della fiamma stessa.

Il modello indicato in questa applicazione misura da 200 °C a 1650 °C e lavora senza sistemi di raffreddamento, anche in ambienti industriali ad alta temperatura.

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