La stampa 3D dei metalli tramite fusione laser a letto di polvere (LPBF) richiede un controllo termico estremamente preciso per garantire la qualità del componente. Durante il processo, il laser riscalda la polvere metallica a velocità molto elevate, seguite da un rapido raffreddamento, che può generare cricche, deformazioni e tensioni interne. La gestione della temperatura è complicata dalla variabilità della geometria, dalla scarsa conducibilità termica del letto di polvere e dall’emissività variabile dei materiali.
Per affrontare queste sfide è possibile utilizzare la termocamera a infrarossi PI 640i, che consente di misurare in tempo reale la temperatura post-fusione durante il processo di stampa. Questa tecnologia consente una visualizzazione termografica dinamica, utile per regolare il riscaldamento strato per strato, ridurre i difetti e ottimizzare il raffreddamento. Grazie al software PIX Connect, le immagini termiche vengono analizzate facilmente e archiviate, permettendo una valutazione precisa e automatizzata della qualità.
Rispetto ai pirometri tradizionali, la termocamera offre una copertura più ampia e dettagliata, contribuendo alla stabilizzazione termica del componente. Questo migliora l’affidabilità del processo e la resa produttiva e consente lo studio del comportamento termico, rendendo la stampa 3D metallica più efficiente e ripetibile.
Il PIX Connect Optris è il software professionale gratuito e senza licenza per il controllo completo delle termocamere a infrarossi delle serie PI e Xi. Sviluppato e mantenuto da ingegneri tedeschi, offre funzionalità avanzate di analisi termica in tempo reale, registrazione radiometrica e automazione di processo, senza costi aggiuntivi, senza abbonamento e senza necessità di connessione a Internet.
Quando la risoluzione della PI 450i G7 non è sufficiente per rilevare difetti di piccole dimensioni o per coprire aree di grandi estensioni con una singola camera, la PI 640i G7 porta nella stessa banda G7 a 7,9 µm la risoluzione VGA 640×480 pixel, un NETD di 80 mK a 650°C - quasi il doppio della sensibilità termica della PI 450i G7 - e l'ottica 120°×100°: prima nella termografia industriale mondiale, consente a una singola camera di monitorare forni, linee di tempra e zone di produzione di grandi dimensioni che prima richiedevano installazioni multi-camera.
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