Il controllo della temperatura nella litografia ottica è un aspetto cruciale nella produzione di semiconduttori, poiché influisce direttamente sull’uniformità dello strato di fotoresist e sulla precisione del pattern inciso. Variazioni anche minime possono causare difetti nello spessore o nella modellazione, compromettendo qualità, resa e affidabilità del dispositivo finale. Per affrontare queste criticità, è fondamentale una misurazione senza contatto, precisa e puntuale della temperatura superficiale del wafer.
I sensori a infrarossi CSmicro offrono una soluzione ideale grazie al loro design compatto, adatto all’integrazione in ambienti di produzione ristretti. Operano nell’intervallo spettrale a onde lunghe (8–14 µm) e sono capaci di monitorare temperature da -40 °C a 1030 °C. La testa miniaturizzata consente un posizionamento diretto e perpendicolare alla superficie del wafer, garantendo un controllo accurato durante tutte le fasi della litografia.
Il loro tempo di risposta rapido e la trasmissione del segnale analogico al PLC permettono un feedback in tempo reale, mantenendo le condizioni termiche stabili e sotto controllo. Questa tecnologia migliora la produttività, riduce i difetti legati a fluttuazioni termiche e assicura l’uniformità del processo. I CSmicro si distinguono infine per la loro affidabilità, precisione e facilità d’integrazione nei sistemi esistenti.
La misura di temperatura su metalli nella fascia intermedia - tra 50°C e 600°C - pone un problema specifico: i pirometri a lunga lunghezza d'onda non sono ottimali per i metalli, ma i modelli a corta lunghezza d'onda tipicamente partono da temperature più alte. Il CSmicro 3M occupa questa fascia con uno spettro a 2,3 µm, progettato per misurare metalli e compositi in temperature di processo che non raggiungono le soglie della forgiatura o della colata.
Misurare la temperatura su superfici metalliche con un pirometro a lunghezza d'onda lunga porta a errori sistematici: l'emissività dei metalli varia fortemente con la temperatura e la condizione superficiale, rendendo inaffidabili le misure nei range tipici della lavorazione a caldo. La soluzione è lavorare a lunghezze d'onda più corte, dove l'effetto dell'emissività variabile si riduce e la misura su target metallici diventa stabile e ripetibile anche in ambienti difficili.
Quando lo spazio disponibile per il sensore si misura in millimetri e la testa di misura deve stare a ridosso di superfici calde, la soluzione non è un pirometro convenzionale: serve un'architettura che separi la testa di misura dall'elettronica. Solo così è possibile posizionare il componente ottico esattamente dove serve, tenendo la parte elettronica in un punto più accessibile e termicamente meno critico.
Per maggiori informazioni sui nostri prodotti e servizi, compila il form di contatto.
Ti risponderemo al più presto.