Le norme sulle emissioni sempre più restrittive hanno portato a progettare convertitori catalitici con una superficie attiva maggiore, ottenuta con substrati ceramici a parete sottile. Questi substrati sono più fragili: durante il canning, la fase di assemblaggio in cui il catalizzatore viene inserito e serrato nel mantello metallico, una pressione non uniforme può provocare rotture o schiacciamenti parziali. La pressione di assemblaggio nel canning diventa così un parametro da misurare per proteggere qualità, rese di produzione e prestazioni emissive.
Un sensore tattile a matrice, sottile e flessibile, si avvolge attorno al catalizzatore cilindrico e registra la distribuzione della pressione durante l'assemblaggio. Collegato alla piattaforma I-Scan, mostra dove si concentrano i picchi e dove invece la pressione di tenuta o la forza sono insufficienti. Le mappe evidenziano tipicamente pressioni più elevate in corrispondenza della cucitura del mantello, la zona più critica per l'innesco delle rotture. Per questa applicazione sono indicati i sensori 5101, 5260, 5511 e 6300.
Con la mappatura della pressione sui convertitori catalitici si confrontano soluzioni di progetto, si individuano i difetti, si mette a punto la macchina di assemblaggio e si verifica il processo in controllo qualità. È una delle applicazioni della mappatura della pressione in ambito automotive: i nostri ingegneri supportano nella scelta del sensore in base al diametro del catalizzatore e alle pressioni attese.
La pressione che si distribuisce nella zona di contatto tra due superfici - un serraggio, una sigillatura, un accoppiamento meccanico, una pastiglia freno - determina prestazioni e affidabilità, ma resta invisibile agli strumenti di misura tradizionali. Un sistema di mappatura di pressione rende quel dato osservabile e quantificabile, trasformando un'ipotesi progettuale in una misura concreta su cui basare le decisioni.
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