Sensori per monitoraggio strutturale

Controllo wireless continuo di ponti, edifici, dighe e opere geotecniche

I sensori per monitoraggio strutturale rilevano in modo continuo inclinazione, vibrazione, accelerazione e temperatura su opere civili e infrastrutture, trasmettendo i dati via radio senza alcun cablaggio di segnale. Questa architettura rimuove il vincolo che ha storicamente limitato il controllo delle grandi opere: la posa di cavi su strutture estese, spesso difficili da raggiungere o in esercizio. Un nodo autonomo alimentato a batteria si installa in poche ore su un impalcato, un versante o una gru, e restituisce misure sincronizzate per anni senza manutenzione. Alla misura strutturale si affianca il controllo dei parametri ambientali e l'acquisizione di segnali analogici da strumenti già presenti in campo, così da consolidare in un'unica rete dati di natura diversa.

Come funziona il monitoraggio strutturale wireless


Ogni nodo integra elemento sensibile, condizionamento del segnale e radio in un unico contenitore stagno. La misura viene digitalizzata a bordo e inviata a un gateway che la rende disponibile in rete. Tre famiglie di protocollo coprono esigenze diverse: le radio a lungo raggio e bassissimo consumo raggiungono distanze chilometriche con anni di autonomia ma cadenze lente, mentre le reti a 2.4 GHz e quelle su banda WiFi a basso consumo privilegiano frequenza di campionamento e sincronizzazione tra nodi.

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Tipologia

Tecnologia wireless

Monitoraggio di ponti, edifici e opere geotecniche


Il controllo continuo si applica a ponti e viadotti soggetti a traffico pesante, a edifici storici durante scavi adiacenti, a dighe e paratie, a versanti in movimento e a gru di cantiere. La rotazione degli elementi portanti si segue con nodi angolari senza cablaggio, mentre la risposta dinamica alle sollecitazioni si rileva con accelerometri per ingegneria civile. Nello smart building la stessa rete estende la sorveglianza ai parametri ambientali degli spazi serviti.

Come scegliere i sensori per monitoraggio strutturale

La prima variabile è la cadenza di misura richiesta: una deriva strutturale lenta si segue con letture orarie, mentre un evento sismico o un urto impone acquisizione continua ad alta frequenza. Seguono la distanza dal gateway, gli ostacoli in vista radio, l'autonomia attesa prima della sostituzione batteria e il grado di protezione. Contano infine risoluzione e stabilità termica, che stabiliscono quanto piccola possa essere la variazione realmente rilevabile.

Gateway, acquisizione dati e integrazione

Il gateway concentra le letture e le espone verso un software di supervisione, un sistema SCADA o una piattaforma cloud, con marcatura temporale comune a tutti i nodi. La stessa infrastruttura acquisisce anche segnali analogici in tensione o corrente da strumenti già installati, portandoli nel medesimo flusso dati senza duplicare il cablaggio. Le architetture di rete disponibili cambiano con l'ambito: l'ambiente produttivo e le prove strumentate seguono logiche differenti.

Valutiamo insieme la rete di monitoraggio

Dimensionare una rete di controllo significa scegliere insieme protocollo, densità dei nodi e strategia di alimentazione, prima ancora del singolo strumento. Rappresentiamo in Italia i produttori di queste tecnologie e i nostri ingegneri valutano con voi il layout più adatto all'opera da sorvegliare. Scriveteci per impostare il progetto.


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FAQ

I sensori per monitoraggio strutturale di un ponte misurano rotazione, accelerazione, deformazione e temperatura degli elementi portanti. La configurazione tipica combina nodi angolari sulle pile e sull'impalcato con accelerometri per rilevare la risposta dinamica al passaggio dei carichi. La temperatura è sempre presente perché separa la dilatazione termica dal cedimento reale.

L'autonomia di un nodo wireless varia da alcuni mesi a oltre sette anni e dipende quasi interamente dalla cadenza di trasmissione. Una lettura oraria su radio a lungo raggio consuma pochissimo, mentre l'acquisizione continua ad alta frequenza riduce la durata a settimane. Alimentazione solare o da rete elimina il vincolo dove serve monitoraggio permanente.

Il monitoraggio strutturale osserva il comportamento di un manufatto costruito, mentre il monitoraggio geotecnico osserva il terreno che lo sostiene o lo circonda. Il primo misura rotazioni, vibrazioni e deformazioni di travi, pile e solai. Il secondo segue movimenti di versanti, paratie e fondazioni. Sulle grandi opere i due sistemi convivono nella stessa rete.

Una rete wireless correttamente dimensionata raggiunge affidabilità paragonabile a quella cablata, con vantaggi netti su tempi e costi di installazione. I protocolli industriali gestiscono ritrasmissione e conferma dei pacchetti, e la memoria locale del nodo conserva i dati durante eventuali interruzioni radio. Il punto critico non è la trasmissione ma la verifica preliminare della copertura.

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