Nell'industria lattiero-casearia ogni perdita di prodotto verso lo scarico ha un doppio costo: la materia prima persa, che non verrà venduta, e il carico organico da trattare nel depuratore, espresso come COD (domanda chimica di ossigeno). Al depuratore pesa sia il valore medio della COD sia la sua variabilità da un giorno all'altro. Il controllo tradizionale avviene con prelievi a campione poche volte al giorno, quindi i picchi di carico organico vengono scoperti ore o giorni dopo, quando è difficile risalire alla causa.
La riduzione delle perdite e della COD parte da una misura in tempo reale: un torbidimetro ottico in linea della serie VOM, installato nella tubazione o nel canale di scarico, rileva il passaggio di prodotto e fa scattare un allarme non appena si presenta. Per i prodotti lattiero-caseari la torbidità è ben correlata alla COD: con una taratura multipunto sul prodotto più presente negli scarichi, il sensore indica in ogni momento la concentrazione di quel prodotto nell'acqua.
Il sensore fornisce anche la temperatura come seconda uscita. Una variazione rapida di temperatura indica che c'è flusso, e combinata con la torbidità permette di evitare falsi allarmi quando il prodotto ristagna davanti al sensore. Se è presente un misuratore di portata, si calcola anche la quantità di prodotto scaricata. La misura rileva i prodotti che riflettono la luce, come latte, yogurt, dessert e formaggi freschi, mentre non vede sciroppi zuccherini o siero diluito. Non sostituisce l'analisi ufficiale della COD, ma la affianca con un'informazione continua.
Il monitoraggio continuo degli scarichi rende visibili sia gli incidenti occasionali, come lo svuotamento errato di un serbatoio, sia le perdite ricorrenti legate al processo, e permette di correggerle alla fonte. Nel tempo diventa uno strumento di gestione per la direzione di stabilimento e per i responsabili ambientali. Un passo successivo è portare la misura più vicino al processo, per esempio sulla linea di ritorno, per migliorare l'efficienza del CIP. I tecnici Luchsinger supportano la scelta del punto di installazione e la taratura sui prodotti dello stabilimento.
Allo scarico di un impianto o all'uscita di un filtro, una variazione di torbidità è spesso il primo segnale di un problema di processo. Il VOF è un sensore di torbidità a inserzione che misura in continuo la bassa torbidità fino a 1 500 NTU e rileva le separazioni di fase, direttamente in linea e senza campionamento manuale.
Nelle fasi di avviamento, cambio prodotto e fine ciclo CIP, sapere in ogni istante se in linea scorre latte, acqua o una miscela dei due significa ridurre gli scarti di prodotto e il consumo di acqua e detergenti. Il VOM è un sensore di torbidità e solidi in esecuzione igienica che misura in continuo da 0 a 300 000 NTU equivalenti, direttamente in tubazione.
Sostituire il campionamento manuale con una misura continua significa accorgersi subito di una deriva di processo, non a lotto finito. Il VOA è un torbidimetro igienico a doppia lunghezza d'onda che misura in linea torbidità e densità ottica da 0 a 300 000 NTU equivalenti, dall'acqua alla panna, direttamente in tubazione.
Allo scarico finale di un depuratore i solidi residui sono pochi, ma sono proprio quelli che decidono il rispetto dei limiti. Il VEF è un trasmettitore ottico ad assorbimento che misura in continuo i solidi totali a bassa concentrazione, da 0 a 1 000 ppm, nei reflui e negli effluenti, direttamente in linea e senza attendere il laboratorio.
Nel trattamento delle acque reflue il dato di laboratorio arriva quando il processo è già cambiato. Il VET è un trasmettitore ottico per acque reflue che misura in continuo i solidi totali e la COD da 0 a 200 000 ppm, direttamente in linea, e restituisce al sistema di controllo un valore aggiornato in tempo reale.
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