Nei processi lattiero-caseari la torbidità del fluido è un indicatore diretto di qualità e di efficienza in molti punti dell'impianto: nelle condense degli evaporatori, nelle interfacce tra prodotto e acqua a fine produzione e all'uscita dei trattamenti a membrana, come osmosi inversa e ultrafiltrazione. Un evaporatore da 30 m3/h di latte, per esempio, produce 20-25 m3/h di condensa, riutilizzabile per i lavaggi solo se priva di prodotto. Un controllo impreciso di questi punti significa sprechi di prodotto, acqua ed energia e il rischio di riutilizzare acqua contaminata.
Il controllo dei processi lattiero-caseari si affida a torbidimetri ottici in linea in esecuzione igienica, basati su principi complementari. Per i liquidi limpidi, come condense e permeati, si impiega il sensore ad assorbimento VOD, che misura l'attenuazione della luce LED emessa e rileva tracce di latte nell'acqua fino a 1 ppm. Per le interfacce tra prodotto e acqua si usa il torbidimetro a doppia lunghezza d'onda VOA, mentre il sensore a retrodiffusione VOM copre le concentrazioni più elevate di prodotto.
Nelle condense il torbidimetro affianca il conduttivimetro, perché vede cose diverse. Il conduttivimetro rileva bene le tracce di detergente nell'acqua demineralizzata, ma vede poco il prodotto: con una soglia di 30 µS, la stessa conducibilità corrisponde a pochi milligrammi per litro di soda o a circa lo 0,7% di latte in acqua. Nelle interfacce a fine produzione, il VOA a doppia lunghezza d'onda rileva già il 20% di acqua aggiunta al concentrato, mentre un sensore a lunghezza d'onda singola la vede solo intorno al 50%. Così si possono impostare due soglie: una per recuperare la miscela e rievaporarla, una per scaricare l'acqua troppo diluita. I sensori si estraggono dal processo tramite una valvola a sfera da 1", senza fermare l'impianto.
Il monitoraggio continuo della torbidità, al posto dei controlli a campione, permette di decidere in tempo reale se una condensa è riutilizzabile, recuperare più prodotto a fine produzione e accorgersi subito di una deriva nei trattamenti a membrana. Gli stessi sensori si usano anche negli scarichi, per la riduzione delle perdite di prodotto e della COD. I tecnici Luchsinger supportano la scelta del principio di misura e del campo più adatti a ogni punto dell'impianto.
Nel recupero della condensa o all'uscita di un impianto di osmosi inversa basta una traccia di prodotto per rendere il fluido non più riutilizzabile. Il VOD è un sensore di torbidità ad assorbimento in esecuzione igienica, pensato per i liquidi limpidi: misura in continuo la bassa torbidità direttamente in linea e segnala subito ogni variazione di limpidezza.
Nelle fasi di avviamento, cambio prodotto e fine ciclo CIP, sapere in ogni istante se in linea scorre latte, acqua o una miscela dei due significa ridurre gli scarti di prodotto e il consumo di acqua e detergenti. Il VOM è un sensore di torbidità e solidi in esecuzione igienica che misura in continuo da 0 a 300 000 NTU equivalenti, direttamente in tubazione.
Sostituire il campionamento manuale con una misura continua significa accorgersi subito di una deriva di processo, non a lotto finito. Il VOA è un torbidimetro igienico a doppia lunghezza d'onda che misura in linea torbidità e densità ottica da 0 a 300 000 NTU equivalenti, dall'acqua alla panna, direttamente in tubazione.
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